Der Speigel intervista Mario Monti

07 ago, 2012

di Andrea Marinoni

I tedeschi rispettano gli italiani ma non li stimano . Gli italiani invece stimano i tedeschi , ma non li rispettano

Dopo aver letto l’intervista si invita a prendere visione della video intervista a Kyle Bass (tradotta in italiano) nella homepage del TTS (Video: l’Eurozona è insolvente). Kyle Bass non è un politico (e dal linguaggio si capisce) ma un investitore finanziario di fama internazionale.  Come tutti i “chiaroveggenti” è difficile da considerare “affidabile” e le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Ciò nonostante può essere utile ascoltare la differente versione che dà della realtà rispetto alla versione fornita da un politico.

A Front Line Between North and South (originale inglese dell’intervista)

SPIEGEL: Signor Primo Ministro, l’euro è ancora una volta sotto pressione e voci che parlano di una possibile rottura della zona della moneta comune sono sempre più forti.  Ha rinunciato del tutto all’idea di avere una vacanza estiva?

Monti: ho solo sei giorni e spero che non scompaiono. Eppure, sono piuttosto sereno quando guardo l’estate. C’è  naturalmente ancora un rischio quando si tratta di Grecia …
SPIEGEL: … perché sembra che il fallimento sia inevitabile …
Monti: … ma dopo un lungo periodo di preparazione nel complesso abbiamo ottenuto buoni risultati al vertice dell’Unione europea di fine giugno – le risoluzioni adottate dovrebbero dare ai mercati un’ idea migliore di come sia solida nella realtà la zona euro.
SPIEGEL: Ma non hanno contribuito a ridurre la pressione su Italia e Spagna. La scorsa settimana la Banca centrale europea con Mario Draghi ha annunciato che è pronta, eventualmente insieme ai fondi di salvataggio europei, ad acquistare obbligazioni sovrane da parte degli stati membri indebitati, ma solo in un  futuro indefinito. Siete delusi dall’esitazione della BCE?
Monti: non posso che accogliere con favore la dichiarazione della BCE che il mercato delle obbligazioni sovrane della zona euro stia attraversando un periodo di “malfunzionamento grave.” E ‘ anche vero che alcuni paesi affrontano costi di finanziamento del proprio debito “eccezionalmente elevati”. Questo è esattamente quello che dico da qualche tempo. E’ evidente che le banche si stiano ritirando nei propri confini nazionali, rendendo ancora più difficile la situazione per quei paesi che soffrono di sfiducia da parte del mercato. Questi problemi devono essere risolti rapidamente in modo che non ci possano essere ulteriori elementi di incertezza riguardo la capacità della zona euro di resistere alla crisi.
SPIEGEL: Non pensa che la soluzione presentata dalla BCE riduca la pressione sui paesi colpiti per ripulire le loro finanze statali?
Monti: No. Se si leggono i requisiti dei fondi di salvataggio europei, o anche la dichiarazione della BCE di giovedì scorso, si dovrebbe ammettere che tali preoccupazioni sono infondate. Questo è esattamente il tipo di diffidenza che ci ha impedito di intraprendere un percorso chiaro verso una soluzione. Dobbiamo superare in fretta tale situazione e, ancora una volta, iniziare a fidarci l’un l’altro.
SPIEGEL: C’è una ragione per farlo?
Monti: Penso ci sia. L’attuale governo italiano ha assicurato una rapida riduzione del deficit di bilancio, ha affrontato le riforme strutturali ed ha migliorato il potenziale di crescita. Nonostante il grande sacrificio gli italiani hanno accettato questo corso.
SPIEGEL: C’è un ampio scetticismo in Germania per quanto riguarda gli acquisti di obbligazioni sovrane da parte della BCE. Riesce a comprendere che coloro che sostengono la banca siano preoccupati di assumere garanzie illimitate?
Monti: In questo momento le decisioni che stanno di fronte alla Germania non sono facili e capisco le difficoltà dei politici tedeschi. Per rimanere funzionale all’interno di una moneta comune, tutti i paesi avrebbero dovuto attuare le riforme e sistemare i loro bilanci in modo da non gravare sugli altri. Ecco perché il progresso che è già stato raggiunto è così importante per garantire la disciplina di bilancio – come con il patto fiscale, per esempio.
SPIEGEL: Tutto ciò non sembra sia stato di grande aiuto all’euro …finora.
Monti: Abbiamo tutti commesso degli errori,anche con la formazione dell’euro, anche in una fase iniziale, quando la Francia e la Germania nel 2002 e nel 2003 hanno violato le regole imposte dal patto di stabilità e crescita e sono diventate pessimi esempi per gli altri. Ora dobbiamo creare un’ unione monetaria più responsabile.
SPIEGEL: Questo è esattamente il motivo per cui le è stato chiesto di assumere un ruolo di leadership in Italia. Finalmente ora Roma è ancora una volta un giocatore importante in Europa.
Monti: Per molti anni a quanto pare non abbiamo giocato un ruolo centrale. Penso che sia del tutto normale che la terza più grande economia della zona euro sia diventata più attiva quando si tratta di raggiungere un consenso sulle decisioni affrontando i sindacati.
SPIEGEL: Il suo incontro con il presidente francese François Hollande e il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy la scorsa settimana ha scatenato la preoccupazione riguardo la realizzazione di un’alleanza dell’Europa meridionale per meglio contrastare richieste provenienti dal nord Europa.
Monti: Tra i due incontri, sono stato anche in Finlandia. Dei tre paesi, ho trascorso la maggior parte del tempo lì. In questo caso, non si tratta di nord e sud, si tratta della valuta utilizzata di 330 milioni di europei. Più agiamo in modo coeso, più veloce troveremo la via del ritorno su un sentiero sicuro, con meno costi per tutti. Proprio ora ho parlato al telefono con la  Cancelliera Angela Merkel che mi ha invitato a Berlino a fine agosto.
SPIEGEL: In generale, tuttavia, sembrerebbe che i rapporti tra gli italiani ed i tedeschi si siano un pò offuscati. Molti si lamentano della rigidità e dell’arroganza tedesca. Come si spiega questa atmosfera?
Monti: Questo è stato effettivamente molto sconvolgente per me negli ultimi mesi e ho riferito alla Cancelliera Merkel di questo risentimento crescente in Parlamento – contro l’UE, contro l’euro, contro i tedeschi e, a volte contro la stessa Cancelliera. Questo però è un problema che va oltre la Germania e l’Italia. Le tensioni che hanno accompagnato la zona euro negli ultimi anni stanno mostrando segni di una dissoluzione psicologica dell’Europa. Dobbiamo lavorare duramente per porre fine ad esso. Se dovessimo paragonare l’Europa a una cattedrale, l’euro sarebbe la sua guglia più perfetta realizzata sin’ora.
SPIEGEL: …..che, purtroppo potrebbe crollare.
Monti: se l’euro diventa un fattore di allontanamento dall’Europa le fondamenta del progetto europeo vengono distrutte. Questo è il motivo per cui è dovere massimo dei leader nazionali di spiegare ai cittadini la vera situazione in Europa e di non cedere a vecchi pregiudizi.
SPIEGEL: Lei crede che questo problema sia ancora risolvibile?
Monti: Sì e in questo senso c’è anche una linea di divisione tra Nord e Sud, ci sono pregiudizi reciproci. Questo è molto preoccupante e dobbiamo combatterla. Sono certo che la maggior parte dei tedeschi abbiano una simpatia istintiva per l’Italia, proprio come gli italiani ammirano i tedeschi per le loro numerose qualità. Ma ho anche l’impressione che la maggioranza dei tedeschi in qualche modo creda che l’Italia abbia già ricevuto un aiuto finanziario dalla Germania o dall’Unione europea, e questo non è il caso…. Non un solo euro è stato ricevuto.
SPIEGEL: Come spiegare quindi ad un piccolo imprenditore tedesco che è già responsabile di diversi pacchetti di salvataggio con le proprie tasse che indirettamente attraverso la Banca centrale europea deve fornire garanzie per una ristrutturazione (la bancarotta) di una banca a Siena?
Monti: Vorrei provare a spiegare a quella persona che la realtà a volte sembra completamente diversa dalla percezione che si ha di un fatto. La realtà è che anche l’Italia, in relazione alla sua dimensione economica, ha fornito più o meno la stessa percentuale di aiuto per Grecia, Irlanda, Portogallo e, più recentemente per il settore bancario spagnolo, di quella fornita dalla Germania. Ma occorre anche dare un’occhiata al beneficio netto di tale aiuto.
SPIEGEL: Vuol dire che gli aiuti per gli stati indebitati sono un beneficio anche per la Germania?
Monti: Molto di ciò che Germania e Francia hanno fatto, andando in soccorso della Grecia, ha aiutato le banche tedesche e francesi che per lungo tempo erano le principali creditrici per la Grecia e le banche greche. E questo non è valso affatto per l’Italia. Visto in questo modo, l’Italia non solo non è stata il destinatario di questo aiuto, ma ha effettivamente dato di più di Francia o Germania se si considera il rendimento netto. Quest’anno il nostro debito pubblico sarà pari al 123,4 per cento del nostro prodotto interno lordo. Senza i pagamenti degli aiuti sarebbe al 120,3. Spiegherei questo ad un uomo d’affari tedesco.
SPIEGEL: E lei crede che l’uomo d’affari tedesco ci crederebbe?
Monti: Vorrei anche spiegargli che la Germania beneficia dal fatto che le obbligazioni sovrane nella Repubblica federale tedesca siano a buon mercato e che a volte possono essere messe sul mercato a tassi di interesse negativi. E ‘ a causa del rischio di un crollo dell’euro che il differenziale tra i tassi di interesse italiani e quelli tedeschi è così grande. In questo modo, gli alti tassi di interesse che l’Italia paga stanno sovvenzionando i bassi tassi di interesse che la Germania paga. Senza questo rischio, la Germania avrebbe pagato tassi leggermente superiori. Inoltre, nessuno può negare che la Germania, solo per il fatto di essere grande, in modo produttivo ed in modo efficiente, sia il più grande beneficiario del mercato comune.
SPIEGEL: E’ sicuro che una rottura della zona dell’euro sia ancora evitabile?
Monti: Sì è ancora possibile ma ….non è che arrivi dal cielo.
SPIEGEL: Ma non sembra nemmeno che i problemi si risolvano per il solo fatto di continuare a immettere soldi. Questo crea uno spazio di respiro per un paio di giorni ma poi la pressione sui mercati finanziari aumenta di nuovo. E ‘ possibile rompere questo circolo vizioso?
Monti: Sì.
SPIEGEL: Senza buttarci costantemente soldi freschi ogni volta?
Monti: Esatto, questo non può essere. Sarebbe d’aiuto se le comunicazioni che seguono alle decisioni della zona euro fossero migliorate.
SPIEGEL: Ma i problemi qui sono le montagne di debiti e non le conferenze stampa.
Monti: Ma ci sono errori con la distribuzione di informazioni non del tutto identiche  che portano a nuove turbolenze sui mercati. Tuttavia, è molto più grave il fatto che ci siano alcuni paesi – che si trovano a nord della Germania – che ogni volta che hanno raggiunto un accordo al Consiglio europeo (l’organo dell’UE che rappresenta i leader di 27 Stati membri ) due giorni dopo facciano affermazioni che mettono in dubbio il consenso raggiunto.
SPIEGEL: Si riferisce ai finlandesi e ad altri?
Monti: Riesco a capire la necessità di dimostrare considerazione per i loro parlamenti. Ma alla fine tutti i paesi dell’Unione europea hanno un parlamento così come una corte costituzionale. E, naturalmente, ogni governo deve orientarsi in base alle decisioni prese dal proprio parlamento. Ma ogni governo ha anche il dovere di educare il proprio parlamento. Se mi fossi attenuto agli orientamenti del mio parlamento in modo del tutto mechanical, allora non sarei stato in grado di accettare le decisioni che sono state prese all’ultimo veritice di Bruxelles.
SPIEGEL: Perché no?
Monti: mi è stato dato il compito di spingere per l’adozione degli euro bond al vertice. Se i governi rimangono pienamente legati alle decisioni dei rispettivi parlamenti senza proteggere la propria libertà di agire, è più probabile una rottura dell’Europa che non una sua integrazione.
SPIEGEL: Silvio Berlusconi si vanta di combattere il comunismo in Italia. Come vuole essere ricordato dagli italiani e dagli europei?
Monti: Se tutto va secondo i piani rimarrò in carica fino ad aprile 2013 e spero di salvare l’Italia dalla rovina finanziaria per allora – e questo con il sostegno morale da alcuni amici europei, guidati dalla Germania. Ma devo anche dire molto chiaramente: sostegno morale, non finanziario. E, infine, spero che l’Italia diventerà semplicemente un po’ meno interesante agli osservatori esteri. Se la Germania e altri paesi sono interessati a garantire un futuro alle attuali politiche in Italia …
SPIEGEL: … dovrebbero fare maggiori concessioni all’Italia?
Monti: Ancora una volta, non con aiuti finanziari. Dovrebbero consentire un pò più margine di manovra agli Stati della zona euro che seguono più strettamente le linee guida europee.
SPIEGEL: Il suo rapporto con Angela Merkel, che ha visto molti come la perdente del vertice scorso, è di nuovo solido?
Monti: Abbiamo un rapporto cordiale e molto amichevole. Ci conosciamo da tanti anni e sono stato molto contento del riconoscimento che ho ricevuto sia dalla cancelliera che dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble per i progressi compiuti nella politica italiana.
SPIEGEL: Poche settimane fa, quando il suo predecessore Silvio Berlusconi ha detto che anche lui aveva un rapporto cordiale con la cancelliera, Angela Merkel ha rapidamente smentito.
Monti: Allora siamo in grado di sederci e di aspettare di vedere se un’ altra smentita è imminente.
SPIEGEL: Signor Primo Ministro, La ringraziamo molto per questa intervista.
Intervista realizzata da Fiona Ehlers e Hans Hoyng
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Funzionario commerciale dello Scatolificio DA.RA. S.r.l., dal marzo 1996, società che rappresento all'interno di G.I.F.C.O. (Gruppo Italiano Cartone Ondulato) ricoprendo il ruolo di delegato per la Lombardia dei Soci Trasformatori, sono membro del Direttivo Nazionale oltre che membro della Commissione tecnica, e dal 2009, sempre per GIFCO, sono membro della Commissione Sindacale di Assografici. Nel maggio 2011 in rappresentanza della mia azienda sono entrato quale socio fondatore, nel Consiglio Direttivo del CIS (Consorzio Italiano Scatolifici) di cui dall'ottobre 2011 sono Vice-Presidente. Dal gennaio 2002 al marzo 2005 sono stato prima Presidente, poi Vice presidente della Pro Loco di Gignese (VB). Dal giugno 2005 al novembre 2007 sono stato membro del direttivo di Forza Italia di Busto Arsizio e dal marzo 2007 al giugno 2008 ho ricoperto il ruolo di Socio fondatore nonchè di Vice-Presidente del Circolo delle Libertà Busto Arsizio-Asse del Sempione. In ambito amministrativo dall'aprile 2008 ricopro il ruolo di Consigliere Provinciale a Varese, nel quale ricopro il ruolo di Presidente della Commissione Istruzione e formazione professionale, sono Vice-Presidente della commissione Expo 2015 e membro della Commissioni Lavoro e politiche giovanili, Attività produttive e sport. Dal luglio 2011 rappresento la mia famiglia nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Annibale Tosi (Onlus che si occupa di beneficenza e ricovero anziani non autosufficenti economicamente) di Busto Arsizio.